Vanessa Cinicia, 8 febbraio 2001
Ma pensa anche ai suoi colleghi, che gli chiedono libri in prestito. «Sono diventato la loro biblioteca»
Ma pensa anche ai suoi colleghi, che gli chiedono libri in prestito. «Sono diventato la loro biblioteca». Da qualche tempo gli fanno le ordinazioni. «Se trovi una bella storia romana, un manuale di orticoltura...». E lui glieli trova. Qualche volta, nel suo lavoro, c’è chi gli fa compagnia. «Un giorno in piazza Dante, ho incontrato un barbone carico di roba, mi ha fatto segno col mignolo, il solo dito libero. salito, si è fatto portare dietro la caserma dei vigili del fuoco, dove c’era un immondezzaio abusivo». Ha fermato il taxi, e lì, a tassametro acceso, si è messo a guardare fra i rifiuti: cercava pezzi per una batteria. «A questo punto sono sceso anch’io, mi sono messo a fare le mie ricerche». Il tassista ha trovato qualcosa, il barbone no. «Siamo risaliti, l’ho portato a casa, lui voleva pagare tutto». Ma l’etica professionale non lo consentiva. «No, gli ho detto, siamo colleghi: mi paghi solo la corsa». Piero Corti è contento di fare tanto buona pesca, e un po’ gli dispiace. Pensa a tutto quello spreco. In un cassonetto ha trovato, un giorno, 175 volumi di Harmony, a lui non interessano, li ha venduti subito, a 300 lire l’uno. In un altro, c’era tutta la collezione rilegata dei Nobel letterari: non li ha voluti nessuno. «Ma come, gli Harmony sì e i Nobel no? Sappiamo che l’ltalia non va troppo bene, questo è uno dei sintomi».