Giuseppe Caffulli, Avvenire, 09/01/1997, 9 gennaio 1997
Oggi il fenomeno delle Università della Sabbia è terminato. Negli anni Sessanta le carovane si sono definitivamente fermate
Oggi il fenomeno delle Università della Sabbia è terminato. Negli anni Sessanta le carovane si sono definitivamente fermate. La modernità ha cancellato le lunghe teorie di uomini, animali e masserizie che per secoli hanno fecondato con il loro vagare le culture sahariane e sub-sahariane, diffondendo idee ed esperienze. Con la fine delle carovane, anche gli antichi codici islamici hanno conosciuto l’oblio. Un certo numero viene ancora utilizzato dagli imam locali, molti sono stati raccolti presso l’università della capitale, molti altri giacciono semi-abbandonati nei piccoli centri del deserto. La sopravvivenza di questi capolavori d’arte e spiritualità è legata a un filo. Il clima, l’erosione del vento e della sabbia, il territorio immenso, espongono insomma al rischio di naufragio questa ricchezza che l’Unesco, l’agenzia dell’Onu per l’educazione, la scienza e la cultura, ha riconosciuto essere «patrimonio inalienabile dell’umanità».