Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  gennaio 09 Giovedì calendario

Da un incontro, provvidenziale come lo sono molti nella vita, per la ”cultura della sabbia” è nata però una speranza di salvezza

Da un incontro, provvidenziale come lo sono molti nella vita, per la ”cultura della sabbia” è nata però una speranza di salvezza. Protagonisti: il professor Mohamed Ould Barnaoui, docente universitario di sociologia a Noukchott e studioso dei manoscritti islamici delle Università a cammello, e Laura Alunno, dell’organizzazione non governativa ”Africa ’70”, presente nel sud della Mauritania con alcuni progetti di cooperazione e attiva nella promozione della culture del continente nero. «Mi ero recata nel paese - racconta quest’ultima - per raccogliere fiabe maure con l’intenzione di ricavarne un libro. Ho cosi conosciuto il professor Barnaoui, che mi ha fatto in seguito scoprire la cultura del deserto e il patrimonio dei codici lasciato dalle Università della Sabbia. Di qui ad appassionarmi e a cercare una soluzione per salvare quei manoscritti, il passo è stato breve. Credo infatti che la cultura sia un fecondo terreno di dialogo».