Giuseppe Caffulli, Avvenire, 09/01/1997, 9 gennaio 1997
Da un incontro, provvidenziale come lo sono molti nella vita, per la ”cultura della sabbia” è nata però una speranza di salvezza
Da un incontro, provvidenziale come lo sono molti nella vita, per la ”cultura della sabbia” è nata però una speranza di salvezza. Protagonisti: il professor Mohamed Ould Barnaoui, docente universitario di sociologia a Noukchott e studioso dei manoscritti islamici delle Università a cammello, e Laura Alunno, dell’organizzazione non governativa ”Africa ’70”, presente nel sud della Mauritania con alcuni progetti di cooperazione e attiva nella promozione della culture del continente nero. «Mi ero recata nel paese - racconta quest’ultima - per raccogliere fiabe maure con l’intenzione di ricavarne un libro. Ho cosi conosciuto il professor Barnaoui, che mi ha fatto in seguito scoprire la cultura del deserto e il patrimonio dei codici lasciato dalle Università della Sabbia. Di qui ad appassionarmi e a cercare una soluzione per salvare quei manoscritti, il passo è stato breve. Credo infatti che la cultura sia un fecondo terreno di dialogo».