Marco Nozza, il Giorno, 12/12/1996, 12 dicembre 1996
E per questo che bisogna osservare con molta cautela quelli che sono, e che saranno, i provvedimenti della magistratura inquirente ed è per questo che a me, oggi 12 dicembre 1996, piace ricordare una figura in un certo senso esemplare: parlo del maresciallo dei carabinieri in pensione Gaetano Tanzilli di Roccasecca, provincia di Frosinone
E per questo che bisogna osservare con molta cautela quelli che sono, e che saranno, i provvedimenti della magistratura inquirente ed è per questo che a me, oggi 12 dicembre 1996, piace ricordare una figura in un certo senso esemplare: parlo del maresciallo dei carabinieri in pensione Gaetano Tanzilli di Roccasecca, provincia di Frosinone. uno dei personaggi meno conosciuti, più umili e anche più incolori del gran truppone degli inquirenti, ma è quello che alla fine, diversamente dagli altri, si è offerto al riscatto. Nella lunghissima e complessa storia della strage di piazza Fontana, Tanzilli passa come l’«estensore ufficiale» della famosa nota del Sid del 16 dicembre l969, quella che incastrava Merlino (e, con Merlino, Valpreda) nell’ambito di una congiura internazionale che partiva da Guérin Serac, definito nella nota del Sid anarchico e tedesco, in combutta col francese Robert Leroy. Senonché Tanzilli non era l’estensore della nota Sid. Lui aveva scritto solo un appunto, senza tutte quelle notizie che gli altri ci avevano aggiunto dopo. E il suo appunto era sparito, poi. Chi l’aveva fatto sparire?