Francesco Merlo, Corriere della Sera, 21/06/1997;, 21 giugno 1997
«Dopo aver affrontato tutte le riunioni della Bicamerale con tenerezza materna e con severità creativa, dopo aver subito la volgare offesa di Bossi e aver cercato al raduno di Castellanza di presiedere allo stesso tempo la Bicamerale e l’Antibicamerale, Massimo D’Alema si è finalmente seduto a capotavola e ha rifatto l’Italia
«Dopo aver affrontato tutte le riunioni della Bicamerale con tenerezza materna e con severità creativa, dopo aver subito la volgare offesa di Bossi e aver cercato al raduno di Castellanza di presiedere allo stesso tempo la Bicamerale e l’Antibicamerale, Massimo D’Alema si è finalmente seduto a capotavola e ha rifatto l’Italia. Ma per capire i termini di questo suo segreto accordo-pasticcio, che il professor Sartori aveva ampiamente previsto, non è stato necessario ricorrere alla sua prosa altera, infastidita, ansiosa di piantarla e infarcita di insolenze. Con frasi nobili, astratte e di complicata architettura, con larghi e placidi periodi, è stato il cuoco Michele, quello che cucina senza l’aglio, a spiegare ai cronisti e dunque all’Italia intera che al secondo turno si voterà su liste bloccate di coalizione, e quali saranno i poteri del capo dello stato, e come sarà articolato lo scorporo... : ”Sul menù il dottor Letta mi ha ordinato di tacere. Ma sulla Bicamerale posso raccontarvi tutto”. Grazie a lui sappiamo ora con assoluta certezza che la Bicamerale è una commedia, è il falso, il priàncisbecco, l’artifizio teatrale. La verità, il tabù, la riforma impossibile è l’aglio» (Francesco Merlo).