Il Tempo, 16/06/1997; Il Messaggero, 16/06/1997; M.G. e M.L., La Repubblica, 16/06/1997; Maurizio Gallo, Il Tempo, 21/06/1997, 16 giugno 1997
L’aula 6. Ottanta investigatori, scelti fra il personale di Squadra Mobile, Digos e Scientifica, effettuano 210 rilievi per cercare residui di polvere da sparo in 30 locali, per complessivi 180 metri quadrati
L’aula 6. Ottanta investigatori, scelti fra il personale di Squadra Mobile, Digos e Scientifica, effettuano 210 rilievi per cercare residui di polvere da sparo in 30 locali, per complessivi 180 metri quadrati. Si scattano 600 foto, si disegnano decine di planimetrie, con lo scopo di ricostruire al computer la traiettoria del proiettile. In assenza della pistola, che potrebbe far risalire a un proprietario, si cerca almeno di capire da dove è stato sparato il colpo. Quaranta persone vengono indagate per omicidio: si tratta di docenti, assistenti, dottorandi e personale aministrativo di Filosofia del diritto. Il 19 maggio le analisi della scientifica scoprono ”tracce significative” di polvere da sparo nell’aula 6 dell’Istituto di filosofia del diritto, a Giurisprudenza. La ricerca delle polveri avviene così: su un supporto metallico detto Stub si adagia un dischetto biadesivo con quale si raccoglie la polvere. In mezzo a questa polvere, una microsonda cercherà poi tracce di bario, piombo e antimonio in una concentrazione e in una percentuale significativa. Dice la polizia: questa concentrazione e questa percentuale, che denunciano la polvere da sparo, è stata trovata nell’aula 6. Non è passato troppo tempo? No, non è come il vecchio ”guanto di paraffina”, un responso attendibile si può avere anche a distanza di mesi. Il 2 giugno l’esame del ”puntamento laser” (ricostruzione virtuale dello sparo) conferma che il colpo è partito dall’aula 6.