Patricia Tagliaferri, Il Tempo, 16/06/1997; Marco De Risi, Cristiana Mangani, Il Messaggero, 16/06/1997; Flavia Amabile, La Stampa, 18/06/1997, 16 giugno 1997
Alibi. Sia Scattone che Ferraro negano di essersi trovati nell’aula 6 alle 11 e 42 del 9 maggio. Scattone dice di essere arrivato all’Università intorno a mezzogiorno e mezzo
Alibi. Sia Scattone che Ferraro negano di essersi trovati nell’aula 6 alle 11 e 42 del 9 maggio. Scattone dice di essere arrivato all’Università intorno a mezzogiorno e mezzo. Prima sarebbe stato a Villa Mirafiori, una succursale della facoltà di filosofia, per un colloquio con il professor Eugenio Lecaldano (che è stato ascoltato dai magistrati). Salvatore Ferraro sostiene di non essersi mosso da casa: stava scrivendo un articolo e in casa con lui c’era la sorella. La polizia però non ha mai interrogato questa sorella. Ferraro ha detto di aver ricevuto cinque telefonate dalla fidanzata Marianna Marcucci. La polzia dice che le telefonate furono due: una alle 8 e 30 e un’altra alle 13 e 50. La Telecom però ha precisato che le telefonate furono tre: ce ne fu una anche alle 10.30. In ogni caso Ferraro avrebbe fatto in tempo, da casa sua, a raggiungere l’aula 6, farsi mettere la borsa nella pistola e tornare indietro.