Gianni Barbacetto, Diario, 11/12/1996, 11 dicembre 1996
Ventisette anni dopo, finalmente la verità? Oppure Zorzi è soltanto la nuova ”belva umana” che sta per essere offerta all’opinione pubblica, l’ultimo mostro da sbattere in prima pagina, l’estremo depistaggio di una storia infinita di depistaggi? A queste domande stanno cercando di dare risposte finalmente definitive due giudici ragazzini diversi in tutto, tanto diversi tra loro da essere protagonisti di un conflitto durissimo, doloroso, insanabile
Ventisette anni dopo, finalmente la verità? Oppure Zorzi è soltanto la nuova ”belva umana” che sta per essere offerta all’opinione pubblica, l’ultimo mostro da sbattere in prima pagina, l’estremo depistaggio di una storia infinita di depistaggi? A queste domande stanno cercando di dare risposte finalmente definitive due giudici ragazzini diversi in tutto, tanto diversi tra loro da essere protagonisti di un conflitto durissimo, doloroso, insanabile. Guido Salvini, oggi giudice istruttore che sta per concludere l’indagine sull’eversione di destra milanese degli anni Sessanta e Settanta, il giorno della strage di piazza Fontana, il 12 dicembre 1969, aveva 14 anni, era uno studente di quarta ginnasio del liceo Manzoni di Milano. Ricordo ancora i volantini che negli anni seguenti distribuiva a noi studenti all’uscita dalle lezioni. Erano firmati ”Collettivo socialista libertario”, con una grossa A cerchiata, il simbolo dell’Anarchia.