Gianni Barbacetto, Diario, 11/12/1996, 11 dicembre 1996
Al Manzoni negli anni Settanta lo scontro nelle assemblee era tra quella che allora era chiamata ”sinistra rivoluzionaria” (Movimento studentesco, Lotta continua, altri collettivi) e il ”Quarto gruppo” (i moderati, i liberali; ”i fascisti”, dicevano senza andare troppo per il sottile gli studenti di sinistra, e qualche volta avevano anche ragione)
Al Manzoni negli anni Settanta lo scontro nelle assemblee era tra quella che allora era chiamata ”sinistra rivoluzionaria” (Movimento studentesco, Lotta continua, altri collettivi) e il ”Quarto gruppo” (i moderati, i liberali; ”i fascisti”, dicevano senza andare troppo per il sottile gli studenti di sinistra, e qualche volta avevano anche ragione). Lui, Salvini, era uno degli animatori di un piccolo collettivo che si rifaceva al sindacalismo anarchico della guerra civile spagnola ma, in controtendenza rispetto al clima infuocato di quegli anni, aveva scarso amore per le ideologie e nessun riferimento organizzativo esterno al liceo. Un irregolare, un solitario, già allora. Chissà quante volte, senza saperlo, il giudice con la faccia da eterno ragazzo ha visto in faccia i suoi indagati di oggi, i neri del circolo La Fenice, i fascisti del gruppo Alfa, che dalla vicina università Cattolica (avevano la sede in via San Pio V) venivano ogni tanto a volantinare il ”rosso” Manzoni...