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 1996  dicembre 11 Mercoledì calendario

Grazia Pradella, pubblico ministero titolare della nuova indagine sulla strage, il 12 dicembre 1969 aveva nove anni

Grazia Pradella, pubblico ministero titolare della nuova indagine sulla strage, il 12 dicembre 1969 aveva nove anni. Figlia di un medico, si è poi laureata con una tesi sulla dissociazione dal terrorismo, a 23 anni ha vinto il concorso per entrare in magistratura, in Corte d’assise ha giudicato terroristi rossi. Oggi è il pubblico ministero che un anno fa è stato incaricato della nuova indagine sulla strage di piazza Fontana. Minuta, gentile, determinata. Riceve continue minacce. Ha subìto perfino un’incursione ”molto professionale” nella sua stanza d’albergo, in una città del sud dove si era recata per un atto istruttorio. La scorta la deve seguire ovunque. La sera del 30 luglio 1996 era a casa con suo figlio di tre anni. Finestre spalancate, faceva molto caldo. Ha notato un uomo nel giardino della scuola di fronte. Stava là da ore. Uscita sul balcone per osservare meglio, ha visto quell’uomo puntarle contro un oggetto che poteva essere un fucile. Un urlo, e si è gettata a terra, proteggendo il suo bambino. Poi l’allarme, le-sirene. Dell’uomo, nessuna traccia. Succedono ancora cose così, ventisette anni dopo la strage. Salvini e Pradella stanno giocando l’ultima partita. L’estrema occasione di svelare la verità sulla stagione delle bombe, una guerra non dichiarata iniziata il 12 dicembre 1969, con i 16 morti e gli 88 feriti dell’attentato di piazza Fontana Una guerra non convenzionale: otto stragi tra il ’69 e l’84, 150 morti, oltre 600 feriti. Una ferita alla democrazia ancora non rimarginata. Nessun colpevole.