Gianni Barbacetto, Diario, 11/12/1996, 11 dicembre 1996
Il 12 dicembre a Roma e a Milano sono collocati cinque ordigni, tra cui quello micidiale di piazza Fontana
Il 12 dicembre a Roma e a Milano sono collocati cinque ordigni, tra cui quello micidiale di piazza Fontana. A Milano entrano in azione i veneti di Ordine nuovo, nella capitale i romani di Avanguardia nazionale, guidati da Delle Chiaie. Il gruppo milanese La Fenice di Giancarlo Rognoni offre il supporto logistico; una base nei pressi di piazza Fontana, dove viene approntata la bomba; e un’azione di copertura, con un sosia di Valpreda, Nino Sottosanti, che fa un giro in taxi, per poter incastrare il colpevole designato. Forse Rognoni in persona si occupa del secondo atto, quello alla Banca commerciale di piazza Scala, dove la bomba non scoppia. Ventisette anni dopo, è difficile che la verità si possa affermare in un tribunale. Freda e Ventura sono ormai improcessabili, perché già assolti in via definitiva. Così Massimiliano Fachini, esponente veneto di Ordine nuovo. Così pure i romani Stefano Delle Chiaie detto Er Caccola, fondatore di Avanguardia nazionale e il suo camerata Mario Merlino. Quanto a Zorzi, è in Giappone, imprendibile. Ma molte sono ancora le responsabilità, le complicità, i depistaggi da chiarire. E oggi è finalmente possibile almeno ricostruire le vicende di quella stagione, individuare i protagonisti di quella guerra. Per la storia, se non per i tribunali.