Gianni Barbacetto, Diario, 11/12/1996, 11 dicembre 1996
Ma più di vent’anni dopo, colpo di scena, Salvini scopre un altro nomignolo dell’indaffaratissimo Zio Otto: Erodoto
Ma più di vent’anni dopo, colpo di scena, Salvini scopre un altro nomignolo dell’indaffaratissimo Zio Otto: Erodoto. un’altra sua identità segreta: «Digilio Carlo inizia la sua attività nel 1967, quando subentra a suo padre Michelangelo nel ruolo di fiduciario Cia nel Veneto. Il nome in codice Erodoto, che fu del padre, venne da lui ripreso alla morte di questi». Così scrive il rapporto del maggio 1996 realizzato dal Ros (Raggruppamento operativo speciale) dei carabinieri. «L’attività del Digilio Carlo si concretizzò principalmente nel Triveneto, anche se non mancarono incarichi per missioni all’estero». Dunque Digilio, alias Zio Otto, alias Erodoto, era un agente della Cia in Italia. Faceva parte del gruppo ordinovista veneto, maneggiava esplosivi, detonatori e timer, e poi redigeva diligenti relazioni ai suoi superiori. Che si sono ben guardati dall’intervenire per bloccare i bombaroli o almeno per fornire ai magistrati italiani elementi utili per le indagini.