Mariano Maugeri, Il Sole 24 ore, 11/06/1997, 11 giugno 1997
Ecco perché qualche imprenditore creativo si è inventato un contratto integrativo che tra i suoi indicatori fondamentali (produttività e redditività) contempla anche la fedeltà
Ecco perché qualche imprenditore creativo si è inventato un contratto integrativo che tra i suoi indicatori fondamentali (produttività e redditività) contempla anche la fedeltà. L’idea è di Alfonso Karatter non ha voglia di enfatizzare. Dice: «Il premio non risolve il problema. Quello studiato da me, d’intesa con i sindacati, scatta dopo tre anni dall’assunzione. E con le sue 325mila lire non raggiunge neppure un importo che possa trattenere un operaio che decide di trasferirsi da un’altra parte. Ma, almeno, è un segnale contro l’imbarbarimento dei rapporti tra imprenditori. La caccia dei tecnici funziona come una catena. Dall’azienda più grande si scende sempre più giù. L’ultimo a pagare sarà sempre un artigiano, il pesce più piccolo». Karatter parla sottovoce. E vorrebbe che anche sul Nord-Est si discutesse in modo pacato. Per lui la compravendita dei dipendenti è un indicatore infallibile per misurare la situazione congiunturale. Spiega: « ancora più attendibile del consumo di energia elettrica. Anche se va ricordato che un aumento di due o trecento mila lire può voler dire tutto o niente. Le voci di una busta paga sono tante. E la mensa, il tragitto casa-lavoro e la solidità dell’azienda meriterebbero grande attenzione». Giusto, ma non fino a quando il denaro conterà molto più dei ragionamenti.