La Stampa, 11/06/1997; Federica Cavadini, Corriere della Sera, 22/05/1997, 11 giugno 1997
All’entusiasmo iniziale per Becky-sorridimi, l’amica di Barbie biondissima, bellissima, ma disabile e costretta perciò a star seduta su una sedia a rotelle rosa tempestata di lustrini (seimila esemplari venduti in una settimana, elogi per il tentativo dei produttori di «aver voluto rappresentare la diversità del mondo reale», soddisfazione degli psicologi e degli addetti ai lavori come per esempio l’ex ministro Guidi, il quale raccomandò di acquistare la bambola solo se espressamente richiesta dai bambini tra mille altre opzioni), sono seguiti adesso accuse e comunicati carichi di imbarazzo da parte della Mattel: la sedia a rotelle di Becky non entra nella casetta della bambola
All’entusiasmo iniziale per Becky-sorridimi, l’amica di Barbie biondissima, bellissima, ma disabile e costretta perciò a star seduta su una sedia a rotelle rosa tempestata di lustrini (seimila esemplari venduti in una settimana, elogi per il tentativo dei produttori di «aver voluto rappresentare la diversità del mondo reale», soddisfazione degli psicologi e degli addetti ai lavori come per esempio l’ex ministro Guidi, il quale raccomandò di acquistare la bambola solo se espressamente richiesta dai bambini tra mille altre opzioni), sono seguiti adesso accuse e comunicati carichi di imbarazzo da parte della Mattel: la sedia a rotelle di Becky non entra nella casetta della bambola. I disabili hanno denunciato «una mancanza di sensibilità verso i problemi causati dalle barriere architettoniche», la Mattel ha ammesso lo sbaglio e promesso che costruirà una casa di Becky con porte più grandi e senza gradini. Le vendite del bambolotto, intanto, sono crollate.