Renato Ferraro, Corriere della Sera, 12/07/1996, 12 luglio 1996
La crisi ha avuto inizio nell’89, quando il crollo dell’Urss ha dimostrato che il dogma numero uno di Kim Il Sung, la "Juche", l’autosufficienza, era una finzione
La crisi ha avuto inizio nell’89, quando il crollo dell’Urss ha dimostrato che il dogma numero uno di Kim Il Sung, la "Juche", l’autosufficienza, era una finzione. Appena persi gli aiuti di Mosca l’economia nordcoreana è andata a picco. I due terzi delle fabbriche sono fermi per mancanza di carburanti, le città sono al buio dopo il tramonto e hanno trascorso l’inverno senza riscaldamento. Già nel ’91, quando il governo aveva cominciato a ridurre le razioni alimentari, la tv aveva invitato a stringere la cinghia, e ora la radio spiega quali erbe, radici e scorze d’albero sono commestibili. Cathi Zellweger, che per la Caritas ha svolto nell’ultimo anno otto missioni in Nord Corea, racconta: «A ogni viaggio la gente è più magra, più spiritata. Le razioni sono ridotte a un solo magro pasto quotidiano e i bambini appaiono denutriti. A quanto ci risulta, per ora nessuno muore, perchè il sistema di distribuzione pubblico del riso spartisce in maniera equa il poco che resta. Ma i prossimi mesi, fino al raccolto d’ottobre, saranno più duri». Una donna fuggita in Cina con i figli, e accolta in Sud Corea, ha tuttavia rivelato che già oggi in alcune aree si muore. «Bambini abbandonati vengono trovati morti nei campi, anziani si uccidono per lasciare le razioni a figli e nipoti» ha detto.