Andrea di Robilant, La Stampa, 13/05/1997; Ilaria Maria Sala, Diario, 21 maggio 1997, 13 maggio 1997
Jiang Zemin non si stanca di ripetere che la riacquisizione di Hong Kong è per la Cina il «primo passo» verso la totale riunificazione del paese
Jiang Zemin non si stanca di ripetere che la riacquisizione di Hong Kong è per la Cina il «primo passo» verso la totale riunificazione del paese. Il secondo passo sarà nel ’99, quando Macao cesserà di essere una colonia portoghese, «e poi verrà Taiwan». «La Defense intelligence agency assicura che la Cina sarà in grado di competere militarmente con gli Stati Uniti in Asia entro il 2010. Certo, non avrà mai un apparato militare capace di minacciare direttamente gli Stati Uniti. Almeno non nei prossimi decenni. Ma il rapido riarmo della Cina è un dato di fatto incontestabile. E ha due obiettivi principali: primo, acquisire una forza che le permetta di riprendersi Taiwan, con un’azione militare o un’azione intimidatoria. Secondo, acquisire una forza sufficiente per far pagare un prezzo salato agli Stati Uniti in una crisi regionale. Un prezzo materiale nel caso di un conflitto armato, ma anche un prezzo in termini di prestigio nel caso di uno show down dal quale gli Stati Uniti si ritirassero [...] Taiwan rimane il punto più esplosivo. Dopo il passaggio di Hong Kong alla Cina il mese prossimo e il passaggio di Macao nel 1999, Taiwan sarà l’unico lembo di terra cinese sul quale l’oligarchia di Pechino non sarà sovrana. Il ritorno dell’isola alla Cina sarà visto come l’ultimo compito risolto della Rivoluzione comunista. E pensi alla gloria che la riconquista di Taiwan porterebbe a tipi come Jiang Zemin e Li Peng, le cui imprese finora sono state così modeste» (Richard Bernstein).