Giovanna Cavalli, Corriere della Sera, 23/06/1997, 23 giugno 1997
In realtà «Hong Kong non è mai stata quel regno della concorrenza perfetta che il mondo immagina
In realtà «Hong Kong non è mai stata quel regno della concorrenza perfetta che il mondo immagina. stata una enclave dove il lavoro intensivo a basso costo e con tasse minime (l’aliquota unica è il 15%) ha fatto volare le aziende manifatturiere, ma dove il governo coloniale ha direttamente gestito professioni e servizi, impedito la concorrenza tra le banche, favorito il monopolio dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua, delle telecomunicazioni, e avviato l’unico sistema di welfare che si conosca in un paese del Sud-est asiatico. Senza questi protettorati, la moderna Hong Kong non sarebbe forse mai nemmeno spuntata dall’immane baraccopoli che era negli anni cinquanta» (Pialuisa Bianco).