Vittorio Zucconi, La Repubblica, 15/07/1996, 15 luglio 1996
«Pago ogni notte per quello che sono stato, nel sogno che ritorna. Mi sveglio boccheggiante come se anch’io dovessi respirare il gas di cianuro
«Pago ogni notte per quello che sono stato, nel sogno che ritorna. Mi sveglio boccheggiante come se anch’io dovessi respirare il gas di cianuro. Il medico mi ha consigliato di prendere sonniferi, ma non voglio. Il sgno è la mia condanna e dunque la mia espiazione». Ma lo dice senza la superbia del flagellante o la petulanza del martire. «Sono stato direttore di un penitenziario , ho tirato la leva in una camera a gas per due volte, per due condannati e credevo di fare quel che era giusto. Ma quando ho visto il tracciato del cuore di Connie appiattirsi dopo 17 minuti di spasmi, ho detto basta, questa non può essere giustizia. Può essere vendetta, può essere politica. Ma se volete la vendetta o i voti, fatelo da voi, venite voi qui, deputati, governatori, giornalisti, elettori, parenti delle vittime, ad abbassare la leva e a guardare oltre il vetro. Io, Donald Cabana, il boia, per voi, non lo farò mai più».