Vittorio Zucconi, La Repubblica, 15/07/1996, 15 luglio 1996
Connie non era un uomo speciale, niente affatto. Non era diventato ornitologo, come "L’uomo degli uccelli" ad Alcatraz
Connie non era un uomo speciale, niente affatto. Non era diventato ornitologo, come "L’uomo degli uccelli" ad Alcatraz. Non aveva imparato a memoria i salmi di Re Salomone, dato interviste per commuovere il pubblico, scoperto il Cristo dei disperati che tanti abbracciano quando gli avvocati si arrendono. «Era soltanto un ragazzone nero e robusto. Quando mi parlò, volle sapere come si sarebbe svolta l’esecuzione.Glielo spiegai, con distacco, come un meccanico spiega cambio e frizione a un cliente. Mi chiese: sentirò molto male? No, se respiri a pieni polmoni il gas. Potrò indossare i miei pantaloni e una camicia, anzichè la tuta arancione dei condannati? Va bene, gli dissi, tanto... Poi abbassò gli occhi e con una domanda, una soltanto, la muffa diventò un uomo. Direttore, mormorò, è vero che quando si muore nella camera ci si sporca tutti, come i bambini piccoli, insomma ha capito, si molla tutto? Ma no, Connie, che dici. Era vero, ma mi mancò il cuore di dirglielo, di portargli via anche quell’ultima briciola di dignità. E quando una muffa ottiene dignità, riacquista la sua anima e diventa uomo».