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 1997  maggio 28 Mercoledì calendario

Nella giungla della città anche il lavoro abusivo ha le sue regole. Mammud, egiziano, 39 anni, le ha imparate in fretta

Nella giungla della città anche il lavoro abusivo ha le sue regole. Mammud, egiziano, 39 anni, le ha imparate in fretta. E, partito come aiutante di un parcheggiatore clandestino detto «il napoletano» è diventato un piccolo imprenditore, con - nemesi «storica» - un napoletano alle dipendenze. Il suo regno resta a rischio quotidiano, ma funziona. Rende. Tanto che alla moglie, rimasta in Egitto con sua figlia, ha da qualche mese affiancato una fidanzata, una colf paraguaiana sedotta dalla sua intraprendenza. Mammud lo incontrate di sicuro se vi capita di lasciare la macchina sul marciapiede destro davanti al tribunale di Roma, a piazzale Clodio. Tra i clienti del suo territorio c’è anche Valeria Marini e, in trasferta capitolina, è capitato pure il procuratore Francesco Saverio Borrelli. Insomma, un lavoro tra i vip. «Privilegio» che Mammud si guadagna con turni di tredici ore e che vale un guadagno di quasi centomila lire al giorno, decurtato dalle multe dei vigili e dalla percentuale che mensilmente deve garantire agli eredi del precedente titolare: un tossico morto di Aids. A 22 anni, quando arriva in Italia, fa il lavapiatti e l’aiuto-cuoco. Poi il ristorante dove lavora chiude, lui si recicla come venditore di rose al semaforo di piazzale Clodio. Conosce Giuseppe, che tuttora sistema le macchine nella parte sinistra della piazza, e «il Napoletano»: un tossicodipendente che si occupa del marciapiede a destra. Mammud inizia a lavorare per quest’ultimo come collaboratore saltuario e sostituirlo quando stava troppo male per andare a lavorare. Come «dipendente» prende pochi spiccioli, ma intanto studia da «padroncino». Quando il suo datore di lavoro muore, diventa l’amministratore del marciapiede, anche se gli eredi (la moglie e i figli) pretendono qualche centomila lire per «l’affitto». («Sò napoletani» commenta in un improbabile romanesco «se non pago me menano»). Mammud è un vero artista nel ramo: in cambio di un’offerta libera (minino di 2000 lire) controlla circa sessanta macchine al giorno; si fa dare le chiavi e dispone le auto in doppia o tripla fila a seconda degli orari dei proprietari. Conosce vita, morte e miracoli di tutti gli impiegati Rai, del tribunale e di Amnesty International («Sono i più generosi») e propone continue soluzioni per facilitare la vita dei clienti più affezionati: compra le piante al mercato dei fiori, procura collaboratrici domestiche, segnala meccanici e idraulici. Così tutti i suoi clienti si fanno in quattro quando ha dei problemi. Grazie agli amici Rai è stato anche invitato come ospite a una trasmissione di Sandra Milo quando era solo un venditore di fiori. Mammud sa come sdebitarsi. Parcheggiano senza pagare il suo avvocato e il suo dentista. Per arrotondare il sabato e la domenica lavora allo stadio. Ora al semaforo c’è un altro africano ma Mammud non gli parla mai: «Ormai per me è acqua passata».