Roberto Gervaso a Lidia Lombardi, Il Tempo, 18/06/1997., 18 giugno 1997
«Sfoglio quei volumi, li accarezzo, quasi fossero la coscia di una bella donna, una Monica Bellucci, mettiamo
«Sfoglio quei volumi, li accarezzo, quasi fossero la coscia di una bella donna, una Monica Bellucci, mettiamo. Sono insuperabili, la parte umanistica, letteraria, filosofica è di prima qualità. Per questo mi perseguita il tarlo di non averli letti tutti, da cima a fondo. Fu la mia prima spesa cospicua quando, nel ’62, passai dalla redazione milanese del ”Corriere della Sera” a quella di Roma. Nella capitale mi ospitavano mio nonno e quattro zie, dunque riuscii a mettere da parte quelle 600 mila lire necessarie, allora, ad acquistare l’oggetto del desiderio. Rammento la foga con cui spacchettai i volumi e li sistemai lungo una parete, uno sull’altro, per poi rimirarli come belle statue o fascinose signore. Ora li tengo nella mia residenza di Spoleto, e quando torno per il week end è la prima cosa che vado a controllare sia integra, paventando l’incursione di ladri. Poi, la domenica mattina, li spolvero.» (Roberto Gervaso a Lidia Lombardi)