Gianluca Di Feo e Giusi Fasano, Corriere della Sera, 17/03/1997, 17 marzo 1997
Nel 1985 era stato arrestato per le tangenti dell’ospedale di Legnano. Ventun giorni tra le sbarre, una condanna a sei anni in primo grado e l’assoluzione in appello
Nel 1985 era stato arrestato per le tangenti dell’ospedale di Legnano. Ventun giorni tra le sbarre, una condanna a sei anni in primo grado e l’assoluzione in appello. Inconvenienti che non avevano ostacolato né la sua carriera di barone delle assicurazioni, né il suo rapporto di ferro con Bettino. Ma le tre settimane di carcere gli erano rimaste impresse nella mente come un incubo perenne. Così nel giugno 1992 ha intuito le dimensioni della valanga che stava per abbattersi sulla Milano da bere e, prima di ogni provvedimento della magistratura, è sparito. I giudici gli hanno tirato dietro quattro ordini di cattura, tutti rimasti ineseguiti. Sin dall’inizio Troielli aveva fatto le cose perbene, sfruttando i consigli di suggeritori esperti. E per quasi due anni l’esilio non è stato affatto spiacevole. Ha scelto di fare capo a Malindi, enclave italiana sulle coste del Kenia, l’unico posto sotto l’Equatore dove si possa giocare la schedina o guardare la Domenica Sportiva seduti ai tavolini del «Bar Bar». Lì già dal 1990 aveva acquistato una villa: Mwezi Na Nyota, ossia «La luna e le stelle». Nulla di eccezionale rispetto agli standard della zona: tre grandi camere da letto, tre bagni, una veranda affacciata sull’oceano una piscina appena restaurata, dépendance per la servitù. La posizione però è molto esclusiva, protetta da un golfo di corallo, proprio al centro del Parco Nazionale di Silver Sand. A custodirla una recinzione agguerrita, non consueta in quelle latitudini, e quattro persone di colore: un ascaro, ossia il vigilante locale, due cameriere, il cuoco. L’arredamento è modesto, solo qualche pezzo d’antiquariato africano. C’è una sala del videore gistratore; dove Gianfranco, prima, e la figlia Alessandra, poi, mostravano le riprese dei safari nelle più importanti riserve naturali dell’Africa. Solo un oggetto che può evocare il passato di notabile: una grande scacchiera scolpita in pietra saponaria. L’unico gioco di potere rimasto ad un uomo che per decenni aveva arbitrato appalti e poltrone.