Vittorio Zucconi, D di Repubblica, 17/06/1997, 17 giugno 1997
Il problema erano i soldi, naturalmente; Rubin Livingstone era praticamente un barbone e non aveva una lira, o un centesimo, o un dollaro, insomma niente moneta
Il problema erano i soldi, naturalmente; Rubin Livingstone era praticamente un barbone e non aveva una lira, o un centesimo, o un dollaro, insomma niente moneta. Il ”package tour” viaggio e soggiorno più economico costava mille e 500 dollari, due milioni e mezzo, grosso modo mille e cinquecento volte più di quello che lui possedesse. Con la logica ineccepibile dei disperati, Rubin arrivò alla conclusione di non avere niente da perdere. Avrebbe provato a partire per la Jamaica senza un soldo in tasca per vedere se fosse riuscito ad arrivare alla sua ”isola del tesoro”. Rubin viveva ad Atlanta. La Jamaica è vicina a Cuba. Per un viaggiatore normale, intendo con biglietto, è un’ora e mezzo di volo diretto, poca cosa. Ma l’aeroporto di Atlanta è il più importante d’America, insieme con quello di Chicago, e la sorveglianza è attentissima. Salire a bordo senza biglietto è un’impresa impossibile. Decise per un piano meno rischioso, per una lunga marcia a tappe di avvicinamento al suo sogno. Indossò quel che di meglio avesse e s’imbarcò su un treno verso il Sud, verso la Florida, la terra americana più vicina alla Jamaica.