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 1997  giugno 17 Martedì calendario

Viaggiare a sbafo sui treni non è difficile, neanche in America. Basta giocare ai quattro cantoni tra gabinetti e sedili e scompartimenti per sfuggire ai controllori

Viaggiare a sbafo sui treni non è difficile, neanche in America. Basta giocare ai quattro cantoni tra gabinetti e sedili e scompartimenti per sfuggire ai controllori. Il treno si fermò a Tallahassee, in Florida. Non era la Jamaica, ma era già qualcosa. Rubin gironzolò nella stazione, rubacchiò qualche cosa da mangiare nei buffet e nei fast food, tenne le orecchie bene aperte e scoprì quali merci erano in partenza per Miami. Salì come clandestino su un merci diretto sempre a Sud, dormendo sotto il telone di cerata che copriva macchinari destinati allo scalo di Miami. Si svegliò per il caldo, quando il sole della Florida del Sud riscaldò il telone come un forno a microonde. Fece l’autostop fino all’aeroporto e andò senza difficoltà fino alla porta d’imbarco per Montego Bay la capitale della Jamaica, volo American Airlines. Non esistono controlli dei passaporti per chi esce dagli Stati Uniti. Adocchiò una donnona grassa e sola, con una bambinona grassa dall’aria annoiata a rimorchio. Le si appiccicò dietro, come fossero una comitiva famigliare in viaggio e riuscì a sgattaiolare sull’aereo, girovagando per la carlinga fino a quando il portello fu chiuso, pronto a infilarsi nella toilette in caso disperato. Ma ebbe fortuna: alcuni posti in prima classe erano vuoti. Si sedette. L’assistente di volo gli sorrise subito e gli portò una bibita. Quando la fortuna gira bene, gira bene.