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 1997  luglio 03 Giovedì calendario

«At&T ha la maggioranza assoluta del ricco mercato americano delle comunicazioni a lunga distanza con ottime posizioni nel mercato dei cavi sottomarini, nei satelliti e ha interessi praticamente in tutto il mondo, ma i problemi, recentemente, hanno raggiunto il livello di guardia

«At&T ha la maggioranza assoluta del ricco mercato americano delle comunicazioni a lunga distanza con ottime posizioni nel mercato dei cavi sottomarini, nei satelliti e ha interessi praticamente in tutto il mondo, ma i problemi, recentemente, hanno raggiunto il livello di guardia. Il più grosso è il calo del fatturato nel core business, le comunicazioni a lunga distanza: uno studio della Fcc (l’autorità Usa per le Tlc) dimostra il lento ma inesorabile calo della quota di mercato in questo settore: dal 90% del 1994 è passata al 58% nel 1995 e al 54% nel 1996. In altre parole il presidente Robert E. Allen si è fatto soffiare quote di mercato non solo dai tradizionali rivali come la Mci e Sprint ma anche dai nuovi entranti e ciò ha provocato da una parte la comprensibile agitazione degli azionisti e, dall’altra, il calo verticale delle quotazioni At&T a Wall Street, che ha accolto con un’ondata di vendite l’annuncio del calo del 24% dell’utile netto nel primo trimestre: 1,12 miliardi di dollari dai precedenti 1,47 (...) Ma le difficoltà dell’At&T sono anche strategiche, Allen ha sempre sostenuto che il gruppo avrebbe assolutamente dovuto continuare a produrre anche apparati telefonici per non finire in mano ad altri produttori, poi ha scorporato la Lucent Technologie, cioè la fabbrica manifatturiera. Poi ha comprato la fabbrica di computer Ncr tentando in tutti i modi di risanarla ma perdendoci, alla fine, circa 12 miliardi di dollari. Poi si è lanciato alla conquista del mercato locale Usa proprio mentre le casse della società erano a secco. A tutto questo si devono aggiungere le recenti dimissioni di tre top manager europei, tutti italiani, Mario Bozano, Sergio Giacoletto e, l’anno scorso, Gian Carlo Falotti».