Alessandra Frangi, MF, 15/05/1997; Rodolfo Bosio, Il Sole 24 ore, 24/06/1997, 15 maggio 1997
L’Ifil ha una potenza finanziaria di tremila miliardi. Tenendo a mente il business dei telefonini, la chiusura a distanza di pochi giorni di due operazioni quali l’accordo Auchan-Rinascente e la cessione di Unicem potrebbe non essere casuale
L’Ifil ha una potenza finanziaria di tremila miliardi. Tenendo a mente il business dei telefonini, la chiusura a distanza di pochi giorni di due operazioni quali l’accordo Auchan-Rinascente e la cessione di Unicem potrebbe non essere casuale. Nei prossimi due anni arriveranno nelle casse Ifil 1.400 miliardi: 700 dalla cessione di Unicem, 500 dalla cessione di Galbani e Danone e 200 di posizione finanziaria positiva a fine ’96. Ifil ha iniziato il ’97 con in cassa circa 70 miliardi, cui si potrebbero aggiungere i 150 miliardi derivanti dall’eventuale quotazione della Juventus. A tutto ciò vanno aggiunti i 1.500 miliardi di liquidità di Worms-Saint Louis più i circa 700 miliardi di Exor. Umberto Agnelli, dichiarando che i prossimi obiettivi saranno investimenti nel settore ad alta tecnologia e delle telecomunicazioni, non ha escluso un interessamento alla privatizzazione della Stet. Negli ambienti finanziari si sostiene che Agnelli potrebbe tentare un ingresso in Omnitel attraverso un’opa su Olivetti. Dal punto di vista tecnico il gruppo di Ivrea è una società scalabile, dato che l’azionista di riferimento Carlo De Benedetti attraverso la Cir possiede solo il 5%. Ai prezzi di Borsa il 30% di Olivetti vale in definitiva una somma abbordabile per gli Agnelli: circa 550 miliardi.