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 1997  giugno 29 Domenica calendario

La crescita di Dolly confermerebbe insomma la teoria dell’orologio che batte in ogni cellula. Un cronometro che segnala la direzione del tempo e non permette di tornare indietro né di fermare le lancette: si può ingannare lo spazio fotocopiando un singolo ma non si sfugge al tempo

La crescita di Dolly confermerebbe insomma la teoria dell’orologio che batte in ogni cellula. Un cronometro che segnala la direzione del tempo e non permette di tornare indietro né di fermare le lancette: si può ingannare lo spazio fotocopiando un singolo ma non si sfugge al tempo. Il suo scorrere è segnato in maniera indelebile nel codice della vita. «Esistono varie teorie per spiegare i mutamenti strutturali che sarebbero stati rintracciati nei cromosomi di Dolly», spiega Braitemberg. «Ci sono le cellule che si riproducono, che si dividono replicandosi per tutto il corso della vita dell’individuo. E in queste cellule il meccanismo stesso della duplicazione può ingenerare alla lunga degli errori: come le sviste in un manoscritto copiato per migliaia di volte. Poi ci sono le cellule che non vengono cambiate . E qui entra in gioco un meccanismo meno chiaro: probabilmente gli errori derivano da interferenze che provengono dall’ambiente. Come noi invecchiando mettiamo su la pancia, così queste cellule mettono su sostanze nocive assunte dall’esterno». Ma questo processo richiede anni, dura una vita. Tanto che l’invecchiamento può essere definito come una misura del disordine accumulato: una somma degli errori commessi. Ma Dolly è ancora un cucciolo. Il primo cucciolo vecchio.