Flavia Amabile, La Stampa 01/07/1997, 1 luglio 1997
Ma devono subire una pausa d’arresto. «Io cerco di lavorare e reagire, e anche Giovanni fa lo stesso
Ma devono subire una pausa d’arresto. «Io cerco di lavorare e reagire, e anche Giovanni fa lo stesso. Qualcuno pensa che io sia un padre snaturato, ma il primo giorno dopo l’arresto mi sono occupato di trovare l’avvocato, il secondo giorno del permesso per andare a visitarlo in carcere e il terzo giorno del suo lavoro: l’esame di dottorato ha subito un rinvio, ovviamente non per causa sua, ma questo significa che non sono del tutto perse le speranze di partecipare alla prossima sessione». Anche suo figlio ci spera? «La seconda volta che ero andato a trovarlo in carcere gli avevo chiesto se voleva la sua tesi di dottorato. Lui mi ha risposto di no, ”quella la conosco già a memoria, ci ho lavorato tre anni”, mi ha risposto. E non ha voluto nemmeno dei libri, leggeva quelli che erano in carcere. Ieri, invece, mi ha chiesto di portargli due riviste per uno studio che aveva iniziato prima di essere arrestato. Gliele ho prese, le ho messe insieme con la biancheria: gliele porterò la prossima volta che andrò a trovarlo in carcere». (Giuseppe Scattone a Flavia Amabile).