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 1997  luglio 17 Giovedì calendario

Martedì scorso poco prima delle nove, Gianni Versace, di anni 50, stilista, si è alzato presto, è andato a prendere un caffè in un bar che sta a duecento metri dalla sua villa, ha comprato cinque settimanali, è tornato indietro e, proprio mentre stava aprendo il cancello di casa, è stato avvicinato da un uomo in calzoncini corti, maglietta grigia e cappello da baseball che gli ha mormorato qualcosa all’orecchio in italiano e, constatato che lui si voltava, gli ha sparato in testa un colpo calibro 40

Martedì scorso poco prima delle nove, Gianni Versace, di anni 50, stilista, si è alzato presto, è andato a prendere un caffè in un bar che sta a duecento metri dalla sua villa, ha comprato cinque settimanali, è tornato indietro e, proprio mentre stava aprendo il cancello di casa, è stato avvicinato da un uomo in calzoncini corti, maglietta grigia e cappello da baseball che gli ha mormorato qualcosa all’orecchio in italiano e, constatato che lui si voltava, gli ha sparato in testa un colpo calibro 40. Caduto Versace al suolo, lo ha poi finito con un secondo colpo alla tempia destra. Come tutti sanno, il delitto è avvenuto a Miami Beach, Florida, indirizzo Ocean Drive 1116. Le indagini, condotte per poche ore dalla polizia locale, sono passate subito all’Fbi, perché gli inquirenti si dicono certi che l’assassino sia Andrew Phillip Cunanan, madre americana e padre filippino, quattro delitti o forse cinque alle spalle e (forse) un altro omicidio commesso ancora quarantotto ore dopo quello di Versace. L’uomo che ha sparato a Versace è scappato lungo la dodicesima strada, «poi ha girato in un vicoletto, direzione nord, per entrare in un garage all’angolo della tredicesima e Collins Avenue, la parallela del lungomare. Più di un testimone l’ha visto. Antonio D’Amico, compagno di Versace da sette anni, è uscito per strada e ha provato a rincorrerlo, ma si è visto puntare la pistola contro e ha desistito. L’assassino ha raggiunto quindi un pick up rosso, una Chevrolet, e si è cambiato rapidamente, lasciando dietro di sè l’auto e i vestiti che lo avrebbero identificato».