R. OR., Corriere della Sera, 07/07/1997., 7 luglio 1997
«La Somalia è diventata un paradiso fiscale off shore. Tutto è possibile e nessuno paga tasse. C’è molta gente che ha saputo approfittare di questa situazione, facendo così rinascere l’innato spirito commerciale dei nomadi”, di Rashid Sed, uno dei portavoce della comunità somala a Londra
«La Somalia è diventata un paradiso fiscale off shore. Tutto è possibile e nessuno paga tasse. C’è molta gente che ha saputo approfittare di questa situazione, facendo così rinascere l’innato spirito commerciale dei nomadi”, di Rashid Sed, uno dei portavoce della comunità somala a Londra. proprio dall’estero, infatti, che è arrivata la spinta iniziale per questa strana rinascita economica. Con la partenza dei contingenti di caschi blu dell’Onu, gli emigrati somali sparsi in Europa e in America hanno ripreso a inviare denaro in patria. Il flusso di capitali provenienti da Roma, da Londra e da New York ha rimesso in moto una sorta di sistema bancario ufficioso, ma efficientissimo. «Prima, per mandare denaro a mia madre, che vive a Chisimaio, dovevo trovare qualcuno che andasse a Nairobi e poi pagare un corriere fino a Mogadiscio e da lì a Chisimaio. Oggi vado in una sorta di banca somala, qui a Londra e, se voglio, due ore dopo il denaro è già nelle mani di mia madre», spiega Rashid Sed.