Susanna Schimperna, Liberazione, 16/07/1997., 16 luglio 1997
«Andrea Pazienza si fece incantare e incannare pure lui. Davanti ai miei occhi orripilati il buon Tino gli sverginò il gomito, impartendogli in seduta unica una lezione magistrale su filtri, aghi, limoni, accendini, cucchiaini, lacci emostatici e sulla accorta manualità che deve soprassiedere ai fuori vena, risucchi e richiamini
«Andrea Pazienza si fece incantare e incannare pure lui. Davanti ai miei occhi orripilati il buon Tino gli sverginò il gomito, impartendogli in seduta unica una lezione magistrale su filtri, aghi, limoni, accendini, cucchiaini, lacci emostatici e sulla accorta manualità che deve soprassiedere ai fuori vena, risucchi e richiamini. Doveva essere miele alle orecchie di Paz: centinaia di volte l’avevo ammirato mentre esibiva la consumata destrezza con cui confezionava canne strepitose, dritte, precise, che con una passatina d’accendino perdevano il loro cappelletto perfettissimo. Quanto ne era orgoglioso» (Filippo Scòzzari a Susanna Schimperna).