Marcello De Cecco, La Repubblica-Affari&Finanza, 14/07/1997., 14 luglio 1997
«I governanti franco-tedeschi, e fa una certa impressione, ma era del tutto prevedibile, la rapida omologazione di Jospin e Strauss-Kahn sul pensiero unico tanto deprecato in campagna elettorale, sono costretti a trasformare l’Unione monetaria in una conventio ad excludendum, in uno di quei giochi infantili nei quali si cambiano continuamente le regole per tenere fuori l’odiato cuginetto troppo ricco o troppo brutto, troppo povero o troppo bello
«I governanti franco-tedeschi, e fa una certa impressione, ma era del tutto prevedibile, la rapida omologazione di Jospin e Strauss-Kahn sul pensiero unico tanto deprecato in campagna elettorale, sono costretti a trasformare l’Unione monetaria in una conventio ad excludendum, in uno di quei giochi infantili nei quali si cambiano continuamente le regole per tenere fuori l’odiato cuginetto troppo ricco o troppo brutto, troppo povero o troppo bello. La domanda a questo punto è: basterà l’esclusione dell’Italia a convincere le riluttanti plebi centro-europee a cambiare la loro cara moneta con l’Euro? Sarà sufficiente immolare l’agnello per placare i Moloch bavaresi e francofortesi? [...] I tedeschi costringono Strauss-Kahn a dichiarare che quel che conta davvero è il rapporto debito/pil, che è l’ultimo parametro fuori posto dell’Italia, e quello al quale, in precedenza, tutti avevano mostrato lodevole disattenzione. Vedremo ora cosa tireranno fuori per dire che questo non vale per il belgio, che ha un rapporto debito/pil anche più elevato di quello italiano [...] Il nuovo messaggio di Francoforte è che il rapporto debito/Pil è la variabile assoluta, lo ”ur-parameter”, che divide i salvi dai dannati»