Lucio Caracciolo, La Repubblica, 12/07/1997, 12 luglio 1997
Che cosa guadagna e che cosa perde l’Italia con l’allargamento della Nato a Polonia, Ungheria e Cechia? «L’analisi dei costi e dei benefici si rivela per noi seccamente negativa
Che cosa guadagna e che cosa perde l’Italia con l’allargamento della Nato a Polonia, Ungheria e Cechia? «L’analisi dei costi e dei benefici si rivela per noi seccamente negativa. Appena mitigata dal riconoscimento strappato in extremis da Prodi e Chirac a favore dei "nostri" candidati per la seconda imbarcata di aspiranti membri del Club atlantico - Slovenia e Romania - da iniziare a negoziare nel 1999. Difficile individuare qualcosa che si possa allineare nella colonna dei benefici. A meno di non volerci rallegrare del fatto che ungheresi e cechi, punte di lancia dell’invasione dell’Italia nella pianificazione del Patto di Varsavia, diventeranno presto nostri alleati (di fatto lo sono già da tempo, specialmente i magiari). Quanto alle prospettive di business degli armamenti con i nuovi membri, americani, tedeschi e altri nordeuropei hanno già occupato quasi tutte le nicchie disponibili. A noi resteranno, se resteranno, poche briciole» (Lucio Caracciolo).