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 1997  giugno 30 Lunedì calendario

L’Ungheria aumenterà la spesa militare del 35%, la Polonia del 20%. L’industria degli armamenti è in fermento e i produttori di aerei da combattimento hanno aperto da tempo uffici di rappresentanza a Praga, Budapest e Varsavia

L’Ungheria aumenterà la spesa militare del 35%, la Polonia del 20%. L’industria degli armamenti è in fermento e i produttori di aerei da combattimento hanno aperto da tempo uffici di rappresentanza a Praga, Budapest e Varsavia. Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia daranno le maxi commesse a chi produrrà gli aerei da combattimento in loco creando occupazione. I concorrenti sono vari: Saab e British Aerospace (Gripen Jas- 39), la francese Dassault (Mirage 200-5), Lockeed Martin (F-16) e i Mig russi. I favoriti sono i Gripen della Saab-British Aerospace, ed infatti la famiglia svedese Wallemberg ha già investito in Ungheria, attraverso la Elettrolux Zanussi, 100 milioni di dollari. All’origine del frettoloso trasferimento a Lehel dello stabilimento danese (vedi "Il Foglio dei Fogli, 10/02/1997), eseguito dall’oggi al domani con 180 tir, non ci sarebbe dunque solo la differenza nel costo del lavoro. Gli stabilimenti italiani sono avvertiti. L’allargamento della Nato a Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca costerà in definitiva da 27 a 35 miliardi di dollari in 13 anni (da 50 a 60 mila miliardi di lire). La Rand corp. parla di 42 milliardi di dollari (70 miliardi). I tre paesi spenderanno 17 mila miliardi di lire solo per acquistare Caccia. Le stime dell’Ufficio bilancio del Congresso americano parlano di investimenti di 204 mila miliardi di lire in 15 anni, divisi tra vecchi e nuovi membri: l’amministrazione Clinton parla di 56 mila miliardi in dodici anni per i nuovi membri.