La Repubblica, 16/07/1997; Corriere della Sera, 18/07/1997; tutti i giornali di venerdÏ 25/07/1997, 16 luglio 1997
Qual è stata, a questo proposito, la linea di condotta dei Versace dopo il delitto? Questa: da un lato c’era la necessità di trasformare la morte di Versace in un grande evento mediatico, perché mai come ora è importante promuovere la griffe (il buyer Guido Caprini dell’Unione Banche Svizzere ha così risposto alla domanda: a quali condizioni la Gianni Versace spa riuscirà a sopravvivere all’improvvisa scomparsa del fondatore? «Molto è legato all’intensità del battage pubblicitario
Qual è stata, a questo proposito, la linea di condotta dei Versace dopo il delitto? Questa: da un lato c’era la necessità di trasformare la morte di Versace in un grande evento mediatico, perché mai come ora è importante promuovere la griffe (il buyer Guido Caprini dell’Unione Banche Svizzere ha così risposto alla domanda: a quali condizioni la Gianni Versace spa riuscirà a sopravvivere all’improvvisa scomparsa del fondatore? «Molto è legato all’intensità del battage pubblicitario. Se si manterrà sui livelli precedenti, non dovrebbero esserci problemi», vedi infatti la messa in Duomo, la vigilanza all’urna come se si trattasse di un santo, ecc.); ma dall’altro lato c’era una quantità di informazioni che non potevano essere controllate ed erano quelle relative al delitto e alle indagini. Subito dopo l’assassinio, l’avvocato Vittorio D’Aiello, legale della famiglia, fece pervenire ai giornali il seguente avvertimento: «A nome di Santo e Donatella Versace diffido i mezzi d’informazione a formulare e diffondere congetture sul delitto». Avendo Gianni Riotta sul ”Corriere della Sera” formulato inevitabilmente delle congetture, l’avvocato D’Aiello lo redarguì con una lettera che il ”Corriere della Sera” non ebbe esitazioni a pubblicare e in cui lo si avvertiva che nelle notizie riferite da Riotta c’era il «pericolo di danneggiare anche l’immagine del gruppo». Quando infine l’Fbi dichiarò che l’uomo del barcone con la faccia sfigurata era Andrew Cunanan, la famiglia si espresse così: «La famiglia Versace rivolge un sentimento di gratitudine e di addolorato ringraziamento a chi ha contribuito a risolvere il terribile assassinio di Gianni». Cioè: la tesi del serial killer è stata fin dal primo momento assolutamente accettata dalla famiglia, che non ha mai nemmeno lontanamente ammesso (arrivando al punto di diffidare i giornali dal fare supposizioni) che l’assassinio di Gianni Versace potesse avere un movente.