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 1997  luglio 24 Giovedì calendario

Mercoledì 23 luglio i giornali hanno pubblicato una lista di 1.872 nomi intestatari di 1.756 conti bancari aperti presso banche svizzere prima del 5 maggio 1945 e mai toccati da allora, conti dunque - si suppone - aperti da ebrei o da loro prestanome ammazzati dai nazisti

Mercoledì 23 luglio i giornali hanno pubblicato una lista di 1.872 nomi intestatari di 1.756 conti bancari aperti presso banche svizzere prima del 5 maggio 1945 e mai toccati da allora, conti dunque - si suppone - aperti da ebrei o da loro prestanome ammazzati dai nazisti. La lista è stata fornita dall’Associazione svizzera dei banchieri, che ad ottobre pubblicherà i nomi di altri 20.000 intestatari svizzeri. Secondo l’Associazione i beni depositati ammontano 38,7 milioni di franchi svizzeri che, sommati ad altri 21 milioni rintracciati in conti di vittime dell’Olocausto, fanno 60 milioni di franchi svizzeri, 72 miliardi di lire. Per far fronte alla restituzione dei denari (che segue polemiche violentissime promosse specialmente da Jean Ziegler, secondo il quale la Svizzera prima della guerra non era che un paesello da quattro soldi divenuto una potenza finanziaria proprio grazie al furto dell’oro ebreo) le banche svizzere hanno creato un fondo di 170 milioni di franchi svizzeri, mentre altri 100 saranno versati dalla Banca Centrale Elvetica dopo l’autorizzazione del Parlamento federale. In tutto un capitale di circa 325 miliardi di lire. L’Agenzia Ebraica di Gerusalemme sostiene però che nelle banche svizzere ci sono 7 miliardi di dollari, cioè 12.150 miliardi di lire, una somma ben più alta di quella ammessa dai banchieri. E questo è senz’altro un secondo, nuovo fronte di contrasti, che si aggiunge a quello relativo al ruolo svolto dagli svizzeri durante la guerra a fianco dei nazisti. Ma un terzo capitolo di polemiche riguarda le comunità ebraiche americane ed europee: durante i lavori della Conferenza per il Rafforzamento della Vita Ebraica in Europa, che si è tenuta nella sede del Consiglio d’Europa a Strasburgo, nell’emiciclo del Parlamento europeo, il rabbino americano Andrew Baker ha denunciato l’emarginazione delle comunità ebraiche dell’Est Europa dalle decisioni del Congresso Ebraico Mondiale. In particolare nessun leader delle comunità ebraiche dell’Est fa parte del Comitato per la restituzione agli ebrei dell’oro svizzero e questo nonostante che Washington, New York e Gerusalemme trattino con la Svizzera per la restituzione di beni che in gran parte appartengono agli ebrei dell’Europa dell’Est. La ragione: mantenere alla comunità ebraica americana, e di conseguenza ad Israele, l’egemonia mondiale sull’Ebraismo, ignorando il peso di più di un milione di ebrei della Russia e delle repubbliche ex sovietiche. Comunità non disposte all’emigrazione, né verso Israele né verso gli Stati Uniti e dotate di una leadership intelligente ed integrata nelle élites politiche dei propri paesi.