Giancarlo Coccia, Il Giornale, 25/07/1997, 25 luglio 1997
Se l’elettricità è stata eliminata rimangono i soldati dell’esercito di Pretoria. Per lo più ex combattenti del «Battaglione Bufalo», veterani di lingua portoghese della guerra d’Angola
Se l’elettricità è stata eliminata rimangono i soldati dell’esercito di Pretoria. Per lo più ex combattenti del «Battaglione Bufalo», veterani di lingua portoghese della guerra d’Angola. Il quartetto di clandestini lo sa. A Massingir – ha raccontato il superstite – ci sono guide e specialisti del passaggio clandestino, ma i quattro disperati non avevano i quattrini per pagare e così hanno preferito arrangiarsi da soli e attendere il calar della notte. Trascorsa la giornata nel denso bush africano che si estende sino alla No-Man Land, la «terra di nessuno», hanno scavato sotto la rete per sgusciare in terra sudafricana. «C’era la luna che ci indicava la direzione e non abbiamo mai pensato che i leoni o altre belve potessero attaccarci... stato un attimo... Una serie di ruggiti e le urla dei miei amici... Io non so che cosa ho fatto», ha raccontato il mozambicano ai ranger del PnK. Adesso le autorità sudafricane, soprattutto quelle incaricate dei parchi nazionali, si trovano di fronte a un vero e proprio dilemma. Abbattere i leoni che sono diventati divoratori di carne umana e incorrere così nelle ire internazionali dei protettori della fauna selvaggia o lasciare che le belve continuino a funzionare, senza uniforme, da guardia di confine?