Giancarlo Coccia, Il Giornale, 25/07/1997, 25 luglio 1997
Ma la di là di questo dilemma, per i leoni se ne presenta un altro, di «enormi dimensioni», dice il dottor Dewald Keet, veterinario dello Stato
Ma la di là di questo dilemma, per i leoni se ne presenta un altro, di «enormi dimensioni», dice il dottor Dewald Keet, veterinario dello Stato. Pare infatti che l’80 per cento dei leoni del PnK, orgoglio delle riserve statali di fauna africana, sia affetto da Aids. E si teme ora per i famosi leoni bianchi di Timbawati, una riserva primvata confinante con il parco nazionale Kruger. Secondi fonti bene informate e documenti in possesso del ”Pretorian News”, il giornale di lingua inglese della capitale, i felini avrebbero contratto il virus «attaccando e ingerendo carne e sangue di persone affette da Aids. Molto probabilmente – scrive il quotidiano – rifugiati mozambicani che dopo aver scavalcato la barriera elettrica ormai fuori uso tentavano di attraversare il parco nazionale in cerca di lavoro nel nostro Paese.