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 1997  luglio 22 Martedì calendario

Ora, qui si apre il dibattito. Perché certo, a questo punto la storia di Albano sembra solo sua, poco tipica

Ora, qui si apre il dibattito. Perché certo, a questo punto la storia di Albano sembra solo sua, poco tipica. Lo dicono anche i sociologi di nuova scuola: le povertà estreme, le cadute improvvise dal benessere alla miseria osono quasi sempre il frutto di una perdita di senso individuale», sostiene Giovanni Pieretti che all’Università di Bologna ha appena pubblicato una ricerca sull’argomento. Désaffiliation, la chiamano i francesi: disconoscimento di paternità. Rinneghi la società-genitrice che ti ha dato la bella vita e poi, per cattiveria, te l’ha tolta. Può essere. Ma quanta désaffiliation cova nel cuore del cassintegrato laureato, del dirigente licenziato, del tecnico «in mobilità», anche se non tutti finiscono sulla strada? «A me è andata così, ma so di non essere solo». Molti riescono a non farsi sommergere, molti recuperano un’esistenza, se non un ruolo sociale: però carichi di rancore, accettando impieghi e stipendi che li fanno sentire soggettivamente «poveri», esclusi dai consumi che prima erano per loro naturali vitali. Per loro, gli ammortizzatori sociali servono meno che per gli operai, perché nessuna cassa integrazione ti reintegra lo status sociale perduto. Prima o poi riescono a uscire da quello 0,9 per cento dei poveri con laurea, soprattutto qui, in Emilia, dove una mobilità quasi americana già esiste. Ma una carica di risentimento sociale resta innescata, nascosta, pronta a esplodere.