Mario Baudino, La Stampa, 23/07/1997, 23 luglio 1997
Chi di ammirazione ne ha poca, e non da ieri, è Edoardo Sanguineti. Già in Ideologia e linguaggio, incunabolo della neoavanguardia italiana, esordì ”sparando” su Castelvecchio
Chi di ammirazione ne ha poca, e non da ieri, è Edoardo Sanguineti. Già in Ideologia e linguaggio, incunabolo della neoavanguardia italiana, esordì ”sparando” su Castelvecchio. «Contrapponeva al sublime aristocratico di D’Annunzio una sorta di sublime medio, casereccio. Non rappresentava una modernità effettiva, anzi i limiti sociologici del suo patetismo erano ben evidenti: il paesaggio ”poetico”, l’amore per i campi, per le piccole cose, sono ancor oggi un’eredità pascoliana. Il suo lettore ideale era il piccolo borghese, o il contadino che si era fatto da sé» ci spiega.