M.B., La Stampa, 23/07/1997, 23 luglio 1997
Ironico io? Per nulla. Sono un pascoliano sfegatato». Michele Serra scioglie gli ultimi dubbi e risponde a Sanguineti
Ironico io? Per nulla. Sono un pascoliano sfegatato». Michele Serra scioglie gli ultimi dubbi e risponde a Sanguineti. «Per me è un poeta straordinario, ed è anche il più evidentemente ridicolo tra i poeti: tombe, cimitero, bimbo morto, nonna in agonia. Un poeta coraggiosissimo: mi chiedo fino a che punto avesse la percezione di quanto si avvicinava al ridicolo. Profondo monocorde: credo che nessuno abbia saputo parlare di morte come lui. Lui la morte te la ”sfrittella” addosso». Non è neppure la prima parodia pascoliana, questa di Serra. Ne scrisse un’altra, più ampia, con cui inaugurò il suo libro Poetastro. Poesie per incartare l’insalata (Feltrinelli, 1993). Per parodiare bisogna amare: «Gli unici poeti sui quali ho fatto questo esercizio sono lui e Guido Gozzano».