M.B., La Stampa, 23/07/1997, 23 luglio 1997
E forse perché ha mille facce, anche contraddittorie tra loro. C’è il Pascoli scrittore e quello, contorto fino alla perversione, della vita privata, del rapporto con le sorelle
E forse perché ha mille facce, anche contraddittorie tra loro. C’è il Pascoli scrittore e quello, contorto fino alla perversione, della vita privata, del rapporto con le sorelle. C’è il Pascoli socialista e quello della ”grande proletaria”, come chiamò l’Italia che si era ”messa in moto” per la conquista della Libia; e c’è il Pascoli infine per la cui morte l’amico Maksim Gorkij scrisse da Capri nel 1912 una sorta di appello-preghiera invitando alla ”liberazione della terra”. Scusi Serra, tutto questo suona un po’ ”buonista” nel senso attuale del termine. «Oddio, che orrore. Se le cose stanno così, allora è proprio vero che i veri perversi sono proprio i buonisti».