Emanuela Audisio, La Repubblica, 31/07/1997, 31 luglio 1997
Meglio non credere alla lotta tra bene e male. Il male ha già vinto, dice Vrijman, responsabile dell’antidoping olandese
Meglio non credere alla lotta tra bene e male. Il male ha già vinto, dice Vrijman, responsabile dell’antidoping olandese. «La lista delle duecento sostanze probite dal Cio funziona come lista della spesa per gli atleti. Il fatto è che abbiamo perso la fiducia di chi fa sport». Alle Olimpiadi di Atlanta nelle urine di molti atleti dell’Est sono comparse tracce di una droga nuova, uno stimolante identificato come bromantan, di cui poco si sa, tranne il fatto che veniva usato dall’esercito russo per tenere all’erta le truppe; beh, è bastato un semplice sussurro, forse aiuta, per incrementare le vendite del prodotto. Ormai quando si va ai blocchi di partenza o in pedana la paranoia è quella di restare indietro, nel senso che l’altro si è pompato dentro qualcosa di nuovo, qualcosa che tu non hai; non è più quella di non farla franca. Ah, buoni Mondiali.