Igor Man, La Stampa, 30/07/1997, 30 luglio 1997
Non si scommette su chi sta in galera (e in condizioni davvero infami) ma vorremmo credere che il 10 agosto, una volta condannate, Deborah e Lucille abbiano salva la vita; Ma, va ripetuto, a mandarle al patibilo o a graziarle non sarà la corte islamica bensì un occidentale, un australiano, magari uno che non avrà mancato di criticare i giudici di O’Dell, un parente dell’infermiera uccisa che, come tanti, innumerevoli occidentali, spesso e volentieri avrà definito «orrendamente orrenda» la giustizia islamica
Non si scommette su chi sta in galera (e in condizioni davvero infami) ma vorremmo credere che il 10 agosto, una volta condannate, Deborah e Lucille abbiano salva la vita; Ma, va ripetuto, a mandarle al patibilo o a graziarle non sarà la corte islamica bensì un occidentale, un australiano, magari uno che non avrà mancato di criticare i giudici di O’Dell, un parente dell’infermiera uccisa che, come tanti, innumerevoli occidentali, spesso e volentieri avrà definito «orrendamente orrenda» la giustizia islamica.