Dante Matelli, L’Espresso, 07/08/1997, 7 agosto 1997
Oggi ha perso la partita. In un angolo carezza il suo cavallo e non si capisce chi consola chi. «Un bellissimo animale, altezza», lo abborda Camilla infagottata in una giacca verde
Oggi ha perso la partita. In un angolo carezza il suo cavallo e non si capisce chi consola chi. «Un bellissimo animale, altezza», lo abborda Camilla infagottata in una giacca verde. Non è bellissima. E ha il nome di una ragazza svelta di gonne (non è l’unica nella Londra degli anni Settanta, la più promiscua città d’Europa). Ma come atteggiamento è una galassia lontana dalle donne di punta e di tacco che inseguono il principe alle feste. Blue jeans che non concedono niente a Mary Quant e parlata senza l’eco di Kensington. La sua pelle sa di cuoio anche a guardarla: dai tempi della scuola è rimasta famosa per i rari bagni che si concede con l’acqua fredda. Beve, fuma e ogni tanto quando il suo cavallo teme l’ostacolo, bestemmia. Ma in allegria. una donna diversa, rispetto alle altre, ma anche terribilmente main stream, in tono, più di tutte le altre, con la tradizione. Con Carlo quel giorno usa lo stile che le viene più naturale, quello di Lord Brummel quando sedusse il futuro re Giorgio IV. Giorgio era impacciato e goffo, Brummel disinvolto: «Che bel bastone avete, maestà. Che buon gusto nella scelta dei quadri. Ah, quella donna vi guarda. certamente innamorata di Voi». Brummel mise a suo agio il principe e divenne il suo favorito.