Dante Matelli, L’Espresso, 07/08/1997, 7 agosto 1997
Un’eco di questa calma felicità goduta da Carlo si trova anni dopo, in un nastro del Camillagate, lo scandalo delle telefonate registrate dai servizi segreti e rese pubbliche su ispirazione di Lady D
Un’eco di questa calma felicità goduta da Carlo si trova anni dopo, in un nastro del Camillagate, lo scandalo delle telefonate registrate dai servizi segreti e rese pubbliche su ispirazione di Lady D. Dopo aver elaborato a lungo sul suo desiderio di tramutarsi in un tampax (Carlo al telefono è un po’ scemalò, come tutti gli innamorati o come Woody Allen quando pensa a Sharon Stone). «Il tuo più grande merito» si sente dire da Carlo «è stato quello di amarmi». Sembrano le parole di un bullo latino. Ma Elisabetta regina e John Major, allora primo ministro, capiscono l’abisso in cui era vissuto nei suoi anni formativi, il vuoto in cui vive con Diana. La regina Elisabetta decide che, viva lei, Carlo non sarà mai re. Non è un chiacchierone. un debole.