Dante Matelli, L’Espresso, 07/08/1997, 7 agosto 1997
La vera seconda scelta, il rimedio, la seconda donna, la signora in attesa di esser graziata da una visita occasionale del re, non è stata dunque Camilla, come ha sempre raccontato la vulgata, come hanno scritto i tabloid e per il quale hanno pianto eserciti di tardone che si sono identificate con lei, ma Diana, la principessa bulimica, quella che in viaggio di nozze mangiava e vomitava
La vera seconda scelta, il rimedio, la seconda donna, la signora in attesa di esser graziata da una visita occasionale del re, non è stata dunque Camilla, come ha sempre raccontato la vulgata, come hanno scritto i tabloid e per il quale hanno pianto eserciti di tardone che si sono identificate con lei, ma Diana, la principessa bulimica, quella che in viaggio di nozze mangiava e vomitava. Camilla ha sempre chiesto una seconda porzione di tutto quello che le mettevano davanti. E il matrimonio con Diana Spencer, lo ha confessato Carlo, fu una decisione presa per lui dal principe Filippo, dai prelati di Cork e York, Westminster e Canterbury, e tutti quelli che hanno continuato a ripetergli che doveva riprodursi e che per far quello aveva bisogno di una fattrice nobile e soprattutto vergine. Quest’ultimo strappo, pur con tutta la sua saggezza, neppure Camilla poteva ricucirlo.