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 1997  agosto 01 Venerdì calendario

La mina non è un’arma. Un’arma la punti contro il nemico, la usi per sparare, la deponi quando fai la pace

La mina non è un’arma. Un’arma la punti contro il nemico, la usi per sparare, la deponi quando fai la pace. Ma le mine sono pensate e disegnate e costruite da militari, ingegneri, psicologi, per colpire chiunque e sempre. Lo abbiamo visto in Bosnia: soldati portoghesi ne avevano trovata una, l’avevano portata sotto la tenda, la stavano smontando per capire cosa fosse, e sono saltati in aria. Lo abbiamo visto in Albania: un sottufficiale italiano dà l’ordine a un soldato di segarne una, per portarsela a casa e farne un souvenir, e il soldato vola in brandelli. Due esempi militari per dire che neanche i militari le riconoscono e si salvano. Figurarsi i civili. Le mine antiuomo sono costruite in tutte le forme, per sembrare tutto tranne quel che sono: bombe. Sembrano biro. Farfalle. Bambole. Scatole. Sassi. Nelle guerre di una volta si deponevano sottoterra in campi minati che avevano una logica e un disegno. Trovata una mina, si poteva dedurre dov’erano le altre. La logica serviva per il dopo guerra, quando bisognava bonificare il campo, per ricondurci la vita.