Paolo Di Stefano, Corriere della Sera, 30/07/1997, 30 luglio 1997
Il contratto auspicava «una introduzione e note filologiche del prof. Cesare Segre assolutamente inedite, o di altri curatori di pari livello»
Il contratto auspicava «una introduzione e note filologiche del prof. Cesare Segre assolutamente inedite, o di altri curatori di pari livello». L’auspicio, come si sa, non venne soddisfatto. La Cima si rivolse allora a Stefano Agosti per l’introduzione. Un frontespizio dattiloscritto (la cui formulazione fu avallata tecnicamente da Dante Isella allora direttore dei Classici) testimonia che era già pronto il volume con lo scritto di Agosti e con «testo e apparato critico» di Rosanna Bettarini. Ma neppure l’introduzione di Agosti uscì. Come mai? Risponde oggi Agosti: «La Cima trovò la mia introduzione riduttiva nei confronti di Montale». Dunque fu rifiutata. Oggi quel saggio si può leggere nel volume Poesia italiana contemporanea (Bompiani): vi si parla di testi «in presa diretta», di linea «diaristicocolloquiale», di «colloquio immediato» da cui è assente ogni forma memoriale e ogni distanza rispetto all’interlocutore.