Roberto Beretta, Avvenire, 31/07/1997, 31 luglio 1997
«Ah, no, qui non si tratta solo di cuore – insorge infatti l’avvocato Vintucci ”: noi facciamo politica
«Ah, no, qui non si tratta solo di cuore – insorge infatti l’avvocato Vintucci ”: noi facciamo politica. Contiamo 18 mila iscritti, ma il 23% degli italiani sotto sotto sono per la monarchia: lo dicono le statistiche, mica noi». Giovani? «Accidenti! Ci sono un sacco di ragazzi che guardano il re con rinnovato rispetto. Le nostre roccaforti sono Torino e Piemonte, Firenze, Napoli. Il sentimento monarchico è molto più diffuso di quanto non si pensi, e in tutti gli strati sociali. un luogo comune che siano monarchici solo i nobili; noi annoveriamo operai della Fiat, infermieri, impiegati, studenti. Anzi, dirò che più si scende verso i ceti popolari e più si ravviva l’attaccamento al trono: perché i poveri si commuovono facilmente, hanno più ricordi del passato; e sono meno distratti dai soldi, che spingono i potenti a cercarsi le amicizie influenti non certo in ambiente monarchico».